Green pass e democrazia del dissenso

Green pass e democrazia del dissenso


L'Italia tra disinformazione e potere di una civiltà decadente: grenn pass e dissenso 



Green pass e democrazia del dissenso


Il green pass e la politica dello sfinimento, svelano un paese alla deriva 


Il rapporto tra il potere e l'informazione è sempre stato cruciale. Tale aspetto ha sempre avuto l'attenzione dei potenti e si è sviluppato notevolmente con l'avanzare delle tecnologie.

Dalla seconda guerra mondiale è divenuta una scienza governata dalla geopolitica di grandi nazioni, che si muovono in sfera internazionale.

E l'Italia?

Nello scacchiere internazionale l'Italia non tocca palla e al massimo può essere usata da qualcuno per realizzare i suoi fini, pensiamo alla Cina e alla via della seta che i bifolchi grillini avevano in mente di realizzare.

L'Italia quindi usa male alcuni schemi copiando la ratio di altri stati ma per finalità interne.

Come si agisce per avere il controllo in un paese corrotto e oligarchico come il nostro?

Si mettono in posti chiave personaggi legati a questo o a quel partito, ed è meglio se non sono competenti, saranno più obbedienti.

La cosa importante non è capire e ricercare domande ma portare avanti la tesi di chi li ha posti lì, e certamente soffocare o ridicolizzare le opinioni di dissenso.

Intellettuali liberi, come Massimo Cacciari e Carlo Freccero sono inseriti in contesti che sminuiscono il valore del loro contributo, di dissenso che non è un "no", ma si fonda su elementari e importanti principi della Cultura Occidentale, applicati alla fattispecie attuale.

Il degrado dei mezzi d'informazione è evidente, pensiamo in che mani sono finiti i TG nazionali e chi sono i vari direttori e giornalisti che sistematicamente si muovono come pecore al richiamo del padrone. Nelle radio la situazione è tragica.

La vicenda del green pass porta alla luce evidenti carenze democratiche del sistema Italia che tratterò in un altro articolo, con il confronto a un altro stato oligarchico simile al nostro attuale.

Il diritto al dissenso divide le società democratiche da quelle tiranniche fin dai tempi lontani della civiltà greco-romana, e tale presupposto è ribadito da tutti gli studiosi di filosofia del diritto.

Qui non si sta parlando di utopia, come fa More che rifiuta il compromesso tra la coscienza e l'istituzione trovando la soluzione “nell'altrove”; ma si tratta di applicare (o almeno non negare) principi universali occidentali pilastri della nostra Civiltà.

Premesso che credo che il vaccino sia stata l'unica strada che si poteva percorrere, non posso, tuttavia, condividere l'uso dello stesso per finalità economiche, in una democrazia declassata ormai a oligarchia, come l'Italia. Tutto questo è molto pericoloso ed è gravissimo se chi detiene l'informazione è un ignorante democratico.

Il "mercante" non può governare con le sue regole se non comprende che vi è un tutto contenitore e in equilibrio, il mercante solitamente strappa le cose dai loro luoghi abituali dal loro essere o dall'uso naturale e li riporta in ambienti artificiali contrattuali di possesso e uso.

L'intento è quello di soffocare il dissenso per avere un vantaggio economico a scapito di principi che sono dell'essere Persona, ma senza accorgersi che si scivola verso forme di governo orientali, totalitarie. Se si è disposti a travolgere questi valori, poca cosa sono la manipolazione dei dati e dei numeri.
Ai neofascisti si lascia strada libera, limitandosi a osservarli mentre "operano", questo per delegittimare l'intera piazza che manifesta pacificamente. Nello stesso tempo sui manifestanti inermi seduti si utilizzano idranti e manganelli...

Il mio appello è di abbassare lo scontro e di trovare soluzioni di equilibrio e piano, piano rimettere nell'alveo democratico questo paese con riforme reali, finora mai viste.

Credo anch'io che l'opinione pubblica non debba essere messa a conoscenza di tutto, ma quando la pressione dal basso è forte e si chiede verità, questa va data.

Quindi appare evidente che è necessario desecretare tutti gli atti legati ai giorni della pandemia, tenendo presente che la democrazia è una forma di governo che si fonda sul dissenso e non sul privilegio, e sulle imposizioni alla persona umana a spregio della sua identità.