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Evento Interno 14: "1223" di Claudia Quintieri


Interno 14: "1223"

Evento Interno 14: "1223" di Claudia Quintieri con un testo critico di Maria Arcidiacono. 

Natale 2015
natale video 2015

Interno 14: "1223"
di Claudia Quintieri
con un testo critico di Maria Arcidiacono

16 Dicembre 2015 h 18:30 | Interno 14 | Via Carlo Alberto 63 Roma

Claudia Quintieri 1223 natale videoproiettore
L’indottrinamento cattolico, le mancate risposte a
quesiti semplici, le incoerenze delle
posizioni dogmatiche: queste le contraddizioni che
Claudia Quintieri analizza nel suo
lavoro 1223. L’imposizione ineluttabile della sofferenza e il suo rifiuto, l’irreparabilità -
nonostante il sacrificio di Cristo - del peccato originale, sono gli interrogativi che fanno
da sfondo alla sua ricerca. Parallelamente al percorso personale dell’autrice, che affonda
le radici nell’esperienza scolastica d’impronta cattolica, si sviluppa e si presenta, in modo
solo apparentemente ludico, una risposta laica alle
dottrine che spesso credenti rigidi e
curia intransigente tentano di imporre. La Quintieri prende spunto da una rappresentazione-
simbolo della liturgia cristiana: il
presepe natalizio. Connesso a temi di più ampio respiro, che hanno a che fare con
l’antropologia dei simulacri vestiti e il loro uso
processionale e devozionale, il presepe ha
origine nella tradizione francescana. Si ritiene in
fatti sia stato il santo di Assisi a dar vita
al primo presepe vivente, a Greccio, nel 1223, anno
che dà il titolo alla mostra.
Successivamente, la produzione statuaria quattro-cinquecentesca, soprattutto partenopea,
proponeva sculture a grandezza naturale, per giunge
re poi, a partire dal XVIII secolo, a
opere di dimensioni più contenute e di straordinari
a fattura: quelle scelte da Claudia
Quintieri per i suoi lavori. L’intervento seguente,
in movimento, sigilla, attraverso una serie
di simboli che calano impalpabili, quella finalità
devozionale che ha dimenticato l’autentico
contenuto del presepe: la celebrazione della nascita.
Carichi di riferimenti significativi ed emblematici, questi segni che lentamente sommergono
la sacra rappresentazione, ci rammentano concetti essenziali, assoluti, universali: l’essere
femminile e quello maschile, il cerchio, la terra e
il cielo, il triangolo; a ciascuno di essi,
ognuno di noi può attribuire il significato che crede, leggendoli in chiave poetica o in
senso dialettico. Ai sei video si sommano un’installazione, che riconduce lo spettatore al
reale, riportandolo alla tridimensionalità, e un di
segno, dal tratto evanescente, che ci
riaccompagna all’originaria ambientazione naturalistica dalla quale ebbe inizio il presepe.
Attraverso una più veritiera osservazione della dimensione del sacro, nel suo significato
originario, l’artista intende rammentare che è ancora possibile cogliere in essa un valore
contemplativo e spirituale, libero da quelle sovrastrutture e condizionamenti che limitano
o impediscono conoscenza e comprensione. Serenamente provocatoria nel suo distacco
laico, Claudia Quintieri suggerisce il silenzio, la
riflessione, proponendo il recupero di una
ritualità semplice, depurata da dogmatismi e dalla
banalizzazione della consuetudine
consumistica.
Maria Arcidiacono


Videoproiettore full HD utilizzato all'evento Ieros srl

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